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Rivista culturale


Diario


21 febbraio 2012

Afflati filistei - 1

Inauguriamo oggi la rubrica "Afflati filistei"; quadretti veritieri della provincia italiana e del suo rinfrancante star bene.  Buona lettura!


G.T




Pranzo domenicale

 


Terni; una pioggerella morbida seguitava a tamburellare le strade svuotate.  Batteva fitta e leggera sui vetri scandendo il ritmo dell’ozio famigliare, e figurando, nella sua placida e metodica costanza, l’essenza intima di una domenica come tante.

In casa Cordarelli il chiacchiericcio usuale sciabordava dal salotto alla cucina, dove le donne di casa avevano squadernato l’impasto per le sagne all’uovo sul piano di marmo, e, copertolo con pezzette umide, lo lasciavano riposare già da una buon’ora, in attesa che prendesse la consistenza adatta.

In salotto, Michele e Flavio, cuginetti che si vedevano non di rado, brigavano perché la sorellina del primo non li importunasse mentre allestivano non so quale impresa avventurosa; e il nonno, mezzo assopito sulla sua poltrona, col telecomando in mano, prendeva vigore a folate, ogni dieci-quindici minuti, per sgridar ora l’uno ora l’altro nipote che facevano più baccano del dovuto.

Gli uomini parlottavano delle elezioni che di lì a poco avrebbero potuto sturbinare gli equilibri sociali e politici del belpaese, e amavano poi divagare sulla giornata di campionato di calcio che stava per entrare nel vivo. Del tutto atteso, Antonio rincasò, tra l’approvazione generale, un poco bagnato e con le mani impegnate: portava le damigiane di vino novello riempite di fresco al circolo Reduci.

In cucina i preparativi erano pressoché terminati, e il sano appetito che in famiglia Cordarelli stava montando avrebbe presto trovato soddisfazione.

La pioggia sottile e riposante continuava a trapuntare le strade di Terni, dove ormai anche i rari negozi che aprivano la domenica, come la pasticceria Bonalumi, avevano tirato giù la saracinesca.

Elide, sedicenne ormai completamente fiorita, apparecchiava la tavola muovendosi leggera come una piumetta… aveva dipinta sul viso un’espressione trasognata che, chiunque abbia mai avuto quell’età, non faticherebbe a riconoscere.






permalink | inviato da lalama4 il 21/2/2012 alle 13:35 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
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